Il tailleur della Merkel, il maglione di Steimbruck
11 AGO 20

Pur convinto come sono, affrancandomi finalmente da un proverbio errato, che l'abito fa il monaco, nondimeno sono spesso tentato di ridurre la Merkel ad un tailleur monotono nel suo giacca e pantalone, o il suo sfidante socialdemocratico Steimbruck ad un maglione più o meno appariscente. Sotto sotto c'è ben altro. Ce lo dice il genio di Dostoevskij nel Diario di uno scrittore: "Il compito della Germania è uno solo e tale è stato prima e sempre. E' il suo "protestantesimo", non soltanto la formula di questo protestantesimo quale si determinò sotto Lutero, ma il suo protestantesimo di sempre, la sua "protesta" di sempre: contro il mondo romano, a cominciare da Arminio, contro tutto ciò che dall'antica Roma passò alla nuova Roma e a tutti quei popoli i quali presero da Roma la sua idea, la sua formula e il suo elemento, agli eredi di Roma e a tutto ciò che forma la sua eredità... Il tratto più caratteristico, più essenziale di questo grande popolo così speciale e superbo dal primo momento della sua comparsa nel mondo storico, consistette nel fatto che esso non volle mai unirsi, nella sua missione e nei suoi principi, con l'eterno mondo occidentale, cioè con tutti gli eredi della missione dell'antica Roma". Tale giudizio, confermato dall'esperienza europea attuale, è totalmente credibile perché proviene da un punto di osservazione esterno, seppure non neutrale, nè tantomeno distaccato, quale è la cultura slavofila mirabilmente incarnata da Dostoevskij..